Può un creditore privato farmi un pignoramento prima casa?

Può un creditore privato farmi un pignoramento prima casa?

Una delle domande che molte persone si pongono quando si parla di pignoramento, è se questo può essere fatto anche da un semplice privato. Nel nostro articolo andremo proprio a parlare di questo, in modo da rispondere in maniera completa a questa domanda.

Pignoramento prima casa creditore privato

La prima casa non può essere pignorata da parte dell’agente di riscossione, ma può esserlo da parte di qualsiasi altra figura che vanti un credito nei confronti del proprietario dell’immobile. Dunque, possono procedere al pignoramento, le finanziarie, le banche, amministratori condominiali e così via, inoltre, per quanto riguarda il nostro caso, anche i privati possono pignorare l’immobile.  

Le uniche situazioni in cui la casa si possa considerare impignorabile, sono quelle legate a debiti tributari o per sanzioni dovute alla Pubblica Amministrazione. Questo di fatto ci dice che, senza alcun problema, anche i creditori privati sono autorizzati a procedere tramite un giudice all’esecuzione forzata per la vendita all’asta della casa, in modo da poter ottenere la somma necessaria alla regolarizzazione del credito che hanno nei confronti dei proprietari delle case.

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Abbiamo parlato di debiti con il condominio, dunque, da questo si capisce che la casa può anche essere pignorata nel caso si abbiano debiti condominiali. C’è però da fare una considerazione in merito a questo, ovvero che per quanto riguarda tale situazione è stato istituito un fondo patrimoniale. Quello che differenzia un’azione da parte di un privato rispetto a quella di un agente di riscossione esattoriale, è che il primo per poter procedere con il pignoramento della prima casa deve prima essere entrato in possesso di un titolo esecutivo che lo autorizzi a procedere poi con l’esecuzione forzata.

Per quanto riguarda i titoli esecutivi, lo sono le sentenze, i decreti ingiuntivi non opposti, i contratti di mutuo che abbiano avuto la sottoscrizione davanti un notaio, gli assegni (che però non devono avere una data che sia di oltre sei mesi prima dalla data in cui si vuole avviare la procedura) e, infine, le cambiali. Queste, come per gli assegni, hanno delle tempistiche, in questo caso non oltre tre anni dalla loro emissione.        

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Limiti e divieti di pignoramento: miti da sfatare

Sebbene un esattore trovi per la pignorabilità il limite di 120mila euro di debito per poter procedere (e inoltre, anche la presenza di più immobili), un privato non ha questo ostacolo. In pratica, egli potrà procedere con il pignoramento dell’immobile anche se vanta un credito di poche migliaia di euro. La cosa su cui si può contare è che, essendo un pignoramento immobiliare una procedura di fatto lunga e costosa, il creditore di solito è scoraggiato nell’intraprenderla se deve riscuotere crediti bassi, che siano di poche centinaia o poche migliaia di euro.

Altro mito da sfatare è quello secondo cui ci sia un divieto di pignoramento della prima casa, nel caso al suo interno viva un bambino piccolo o un invalido. Nonostante queste situazioni la casa si può pignorare comunque, e anche se il debitore si trovasse in difficoltà economiche tali da non poter comprare una nuova casa o comunque pagare un affitto, il pignoramento è comunque fattibile.

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